Una "classica" foto da Fisheye, i soggetti in primo piano fortemente avvicinati, mentre rapidamente più ci si muove verso i bordi e più ci si allontana.


Sfruttando la caratteristica distorsione del FE nei panorami si otterranno delle immagine stile "over the top", un po' irreali, ma molto suggestive.


Curando il punto di inquadratura, si possono ottenere delle foto supergrandangolari senza che l'effetto distorsione sia avvertibile.


Per rispettare la regola dei terzi, soprattutto in presenza di persone, bisogna obbligatoriamente al un piccolo taglio in postproduzione.


DISTORSIONE... MA NON TROPPO


Fish

Parlando di fisheye tutti avranno in mente le classiche foto tondeggianti con il soggetto centrale superdeformato e uno sfondo che va via via più compresso verso i bordi... ed effettivamente il lato più artistico e caratteristico è così, ma realmente cos'è e come si può usare il fisheye in montagna?
Innanzitutto brevemente cos'è il fisheye; quest'ottica la protremmo considerare la massima espressione del supergrandangolare, trovandosi nella fascia dai 15 mm in giù. Ma la differenza principale dalle ottiche tradizionali sta nella deformazione che, a differenza delle ottiche normali, anzichè essere limitata viene esasperata... praticamente quello che su altre ottiche verrebbe considerato un difetto, nei fisheye diventa la caratteristica principale. In questo modo possiamo raggiungere angoli di campo notevoli, fino a 180°; utilizzabili anche per i panormai, ovviamente con qualche accorgimento.

Di fisheye ne esistono due tipi:

  • circolare: è la versione più estrema, nomalmente ha una lunghezza di 8 mm o meno e permette di raggiungere un angolo di 180° in tutte le direzioni, producendo un'immagine "Rotonda" con una vignettatura ai bordi totale.
     
  • diagonale: quest'ottica normalmente ha una lunghezza sui 15 mm e l'angolo di campo risulta più limitato arrivando a 180° solo sulla diagonale, restituendo immagini a formato pieno senza vignettatura e di conseguenza con una distorsione meno esasperata.

Per l'uso in montagna è molto più indicata la versione diagonale,per la qualità ottica, per le possibilità di impiego e sfruttamento del frame, ponendo quel giusto compromesso tra particolarità e versatilità.

La resa di questo obiettivo è vincolata da cosa e come stiamo fotografando, giocando sulle distanza e sulle posizioni possiamo variare notevolmente l'effetto finale. L'immagine ottenuta da quest'ottica risulta come se osservata attraverso una sfera, con un deciso aumento dell'ingrandimento all'avvicinarsi al centro del fotogramma, il nome suggerisce anche che assomiglia al modo visivo che hanno i pesci, ma francamente non avendo mai impersonato questa forma di vita non posso confermare per esperienza diretta.

INQUADRATURA


fishpos
Come detto in precedenza è una parte fondamentale al fine della resa, molto di più che con lenti tradizionali. Le caratteristiche di questa lente obbligano un po' a rivedere le regole fondamentali della fotografia, iniziando dalla regola dei terzi che, seppur non rinnegata, va adattata alla situazione. Innanzitutto bisogna valutare gli elementi presenti in base alla loro "deformabilità"; un edificio, un palo o peggio una persona malsopportano le deformazioni e quindi sarà buona cosa evitare di relegarli ai margini della foto. Diverso discorso ad esempio per gli alberi e le nuvole che essendo di forma meno regolare, ben si prestano a rimanere negli angoli del nostro riquadro e addirittura ne possono trarre giovamento.
Quindi, avendo una scena con un albero ed una persona, preferibilmente si terrà la persona verso il centro del fotogramma e l'albero sul bordo.

L'orizzonte è un altro elemento "a rischio"; partiamo dai soliti terzi, normalmente la regola consiglia di tenerlo nel terzo superiore o inferiore del quadro, e questo con le ottiche tradizionali è (quasi) legge.
Ma con il fisheye non è propriola stessa cosa e a seconda della posizione possiamo avere differenti risultati:
  • Orizzonte nel terzo superiore: la linea si incurverà tanto più ci si avvicinerà al margine superiore, la curvatura sarà convessa dando l'effetto di "tetto del mondo" come se ci si trovasse sull'elevazione più alta della zona.
     
  • Orizzonte nel terzo inferiore: speculare al caso precedente l'orizzonte diventerà una conca con tutto ciò che si troverà in superficie , che tenderà a convergere verso il centro. Normalmente questa è la situazione più difficilmente gestibile.
     
  • Orizzonte al centro; la soluzione più sconsigliata, in questo caso è quella che restituisce un risultato più realistico. Tenendo l'orizzonte perfettamente al centro, non avremo nessuna deformazione (semrpre parlando dell'orizzonte!) risultando sempre rettilineo.
Ovviamente queste non sono "regole" da rispettare assolutamente, anzi ogni esperimento può dare sbocco a ottimi scatti.

REGOLA DEI TERZI


Una delle prime cose che si impara è quella di rispettare la regola dei terzi, ovvero quella di decentrare il/i soggetti evitando di posizionarli proprio nel centro del fotogramma.
Ovviamente questo stride con quello detto in precedenza, visto che se posizioniamo il soggetto ai bordi otteniamo una deformazione troppo visibile, quindi durante lo scatto ci si dovrà tenere in una zona di sicurezza. Questa zona sarà maggiormente ridotta nei pressi dei bordi mentre maggiore muovendosi sugli assi X e Y.
Tenendo conto di questa area posizioneremo il soggetto il più decentrato possibile, ma se questa posizione non ci soddisfa, l'unico modo è il ritaglio in postproduzione.

Generalmente, anche se non è una regola, potrei dire che se optiamo per uno scatto dove l'orizzonte apparirà rettilineo allora dovremo cercare di decentrare il soggetto il più possibile. Se altrimenti opteremo per una foto d'effetto con l'orizzonte curvo, allora il soggetto sarà "tollerato" al centro della foto.

PARAMETRI DI SCATTO


Almeno qua non ci sono particolari stravolgimenti rispetto alle abitudini e leggende della fotografia, data la cortissima focale la profondità di campo sarà elevatissima e perciò non aspettatevi sfocati da favola... anzi, non aspettateveli proprio. consiglio a questo punto di lavorare nella zona in cui la lente rende meglio.
E nessun vincolo c'è per la scelta di tempi e sensibilità rimanendo sempre fedeli alla dottrina fotografica classica.

CLICK!


Eccoci, dopo tutta questa pappardella, forse avrete già venduto il fisheye per un 50mm classico, altrimenti siete pronti a scattare.
Un ultimo consiglio... NON fotografate amiche/amici particolarmente suscettibili... altrimenti gli effetti...

Buoni scatti!

© 2009 Davide Necchi - A Zonzo per le Montange, Fotografia di Montagna