El frend del trii e mès


Monte San Martino, versante occidentale.
Davide Necchi, Giovanni Bergamini; 26 agosto 2004.
1° ripetizione: Paolo Landi, Aldo Avogadri, Davide Necchi 23 gennaio 2005
(con parziale modifica del percorso originario)
1° solitaria, Marco Anghileri, 2005



San Martino

Il versante Ovest del Monte San Martino è una zona poco nota agli arrampicatori, negli anni 70 vi sono alcu-ne visite esplorative ad opera di Ivan Guerini.
L’unica via ripetuta con una certa frequenza è la “Via delle Poiane” che si svolge sulla prima struttura che si incontra, con difficoltà di IV+.
La via qui proposta si svolge su roccia solida, da ripulire in quanto sono presenti diversi detriti sulle cengie, alcuni dei quali di grandi dimensioni.

È quindi necessario prestare la massima attenzione!!!!! La via è rigorosamente per chi cerca... dove non passa nessuno, ricordate che sotto c'è un sentiero frequentato!

Avvicinamento: Da lecco centro dirigersi per il centro (stazione) in dire-zione della parete del s. Martino (via Turati), giunti ad una chiesa girare a destra e poi a sinistra (indicazioni centro sportivo) e seguire la strada fino al termine dove si posteggia.
Presso un cancello (bolli) ha inizio il sentiero dei Pizzetti (sv. 53), che si segue per circa 30 min. fino ad un belvedere sul lago con panchina in le-gno (dove attacca la via delle Poiane).
proseguire per circa 20 m, in leggera discesa fino al punto in cui il sentiero ricomincia a salire. Risalire a destra per rovi fino alla parete nei pressi di un albero (10 m dal sentiero, 1° chiodo visibile poco sopra).


Discesa: terminato il tratto roccioso proseguire per circa 100 m fino ad in-contrare una piccola traccia che, seguita verso destra, porta al sentiero proveniente dalla chiesetta di S. Martino.
Seguendolo verso sinistra (in discesa) si raggiunge il rifugio Piazza dove si riprende il sentiero dei pizzetti che, con alcuni tratti attrezzati, riporta all'at-tacco (30 min dall'uscita della via).


Equipaggiamento: la via non è attrezzata (lasciati 3 chiodi), tutte le soste sono su alberi; portare dadi e friend (molto utile un friend del 3,5).

L1: salire in verticale per un diedro/canale poco accentuato; superare un tratto verticale (IV+, 1 chiodo) per rimontare su una stretta cornice. Superare il successivo breve strapiombo (IV+, 1 chiodo vecchio); sostare su albero appena sopra. (15 m IV, V 1 ch, roccia discreta ATTENZIONE)

L2: traversare a destra superando un masso piatto (chiodo), guadagnare la ripida placca sovrastata da uno strapiombo monolitico e continuare a traversare (IV) utilizzando una bella lama.
Salire leggermente usufruendo di una fessura per guadagnare una seconda placca che si attraversa sempre verso destra con alcuni passaggi in aderenza (1 pass. V- poi IV+, esposto).
Prima di raggiungere un albero si nota una fessura/lama leggermente strapiombante che si rimonta (3 m, V faticoso, ottimo spuntone al termine) per uscire poco sopra su cengia boscosa e sostare su albero (20 m, IV+/V).
Nota: i due tiri sono concatenabili tinviando lungo il terzo chiodo, anche se visto l’andamento dell’itinerario è consigliabile spezzarli.

L3: Proseguire diritti puntando ad un poco marcato speronino composto da un grosso blocco monolitico, superandolo sulla destra per un diedro verticale (III+) uscendo per grossi blocchi ad un terrazzo erboso con alberi (20 m, III+).
Da questo punto è possibile proseguire per la Via delle Poiane che risale i soprastante diedro.

San Martino

L4: Traversare a sinistra su erba in leggera discesa per circa 20 m fino alla base di uno sperone di solida roc-cia grigia (Attenzione ai sassi).
Nota: è anche possibile raggiungere questo punto dal termine del secondo tiro salendo per gradoni rocciosi verso sinistra (II) e poi per bosco (35 m; II e poi bosco).

L5: Attaccare lo sperone tenendosi sulla sinistra su roccia ottima e verticale (IV) fino ad una larga fessura leggermente strapiombante (utile friend 3,5).
Salire con le mani nella fessura e vincere lo strapiombino sulla destra per piccoli appoggi (IV+) rimontando uno spuntone; poi lo spigolo si fa più appoggiato (III+), seguirlo fino ad un albero su un pulpito (lasciato un cordino) .
Proseguire leggermente verso destra per una placca tenendosi a poca distanza dal filo dello spigolo fino al suo termine, su un terrazzino con grosso albero(35m, IV+).

L6: Traversare verso sinistra puntando ad una larga fessura ingombra di sassi, salire dentro di essa per 2 metri uscendone a sinistra su placca lavorata.
Risalire per belle placche lavorate, alternando tratti in aderenza a fessure, fino ad una cengia con un vecchio cordino in una clessidra (30 m IV/IV+)

L7: Risalire il soprastante muro verticale (V, 2 chiodi) sempre sul filo dello spigolo che, dopo circa 10 m, si fa più abbattuto e facile. Sostare su un solido albero (30 m V, III).

L8:salire senza percorso obbligato le facili rocce fino ad un terrazzo boscoso (II/III a seconda del percorso scelto).


Schizzo Via
Schizzo

A chi fosse interessato ripetere la via raccomando la massima prudenza a causa di eventuali blocchi instabili (il sottostante sentiero è abbastanza frequentato)!
Inoltre le difficoltà sono state valutate durante la prima salita, quindi molto probabilmente sovrastimate.
Commenti e precisazioni sono gradite.

 

© 2009 Davide Necchi - A Zonzo per le Montange, Fotografia di Montagna