FOTOGRAFARE LA NOTTE


breve introduzione alle fotografie montane notturne


La cometa Hale Bopp, fotografata dai Piani Resinelli (Lecco)


È stata la mia prima fotografia notturna, la fotocamera era una Voigtlander Vito B, purtroppo non ricordo i dati di scatto, né la pellicola utilizzata. Fu un colpo di fortuna, ma che mi aprì le porte di questo mondo e della fotografia in generale.


Il Cervino si specchia nel Lago delle Cime Bianche (Valle d'Aosta)


Canon EOS 5D + Canon EF 15 mm Fisheye
T: 60 sec.
A: F/4
800 ISO
Scattata alle 22.30 una notte di fine agosto con luna quasi piena.
Il tempo relativamente breve e la focale corta ha permesso di ottenere stelle dall'aspetto puntiforme.


Notturna sul Piz Palù, Monti di Bellavista e Bernina, dal Rifugio Diavolezza (Engadina, Svizzera)


Canon EOS 20D + Canon EFS 10-22 @10mm
T: 5 min
A: F/5.6
200 ISO

Scattata alle 2 di notte verso Sud, notte di fine luglio senza luna. Il tempo lungo ha premesso di riprendere la strisciata delle stelle.
La riga sfumata verticale è la Via Lattea, mentre il chiarore arancione è dovuto all'inquinamento luminoso della Pianura Padana, distante oltre 100 km!


Campeggio sul ghiacciaio al Colle del Gigante (Monte Bianco)


Canon EOS 5D + Canon EF 15 mm Fisheye
T: 60 sec.
A: F/4
640 ISO

Scattata alle 4 del mattino a fine luglio. La luna piena ed un leggero accenno di alba hanno dato all'ambiente un effetto surreale.



Il Precipizio degli Asteroidi (Val di Mello, Lombardia)


Canon 5DMkII - 16-35 F2.8 L
T: 20 min.
A: F/4.5
400 ISO

Questa foto mostra l'effetto di una esposizione superiore al minuto; è ben distinguibile la stella polare, centro di rotazione della volta celeste.

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LA FOTOGRAFIA NOTTURNA


L’idea e la scoperta di poter fotografare di notte mi venne nell’aprile del 1997, quando sui giornali si parlò dell’osservazione ad occhio nudo della cometa Hale Bopp mostrando bellissime immagini. Fino ad allora mai avrei pensato che con una semplice fotocamera si potesse scattare nel “buio pesto” e ottenere immagini ben visibili e luminose. E fu così che andai in Grignetta, armato della gloriosa Voigtlander di mio padre a tentare l’esperimento... Le uniche informazioni (oltretutto parzialmente errate) mi erano state date dal fotografo abituale da cui mi rifornivo di rullini... Del risultato ne rimasi sorpreso, quasi nessuna delle foto venne, ma una sì e ancora riguardo quella foto che, seppur non perfetta, fu una conquista enorme!

Dieci anni dopo eccomi ancora in piena notte, a patire un freddo boia, attendendo che la poca luce di una limpida notte venga catturata dallo scatolotto che tengo avvitato su un treppiede. Molte cose sono cambiate in questi anni, alla grana si sono sostituiti i megapixel e la tecnologia fotografica ha visto una rivoluzione abbastanza radicale.

Ma in sostanza la tecnica è rimasta uguale, stessa metodologia, stessa tecnica, stesso freddo.


COSA FOTOGRAFARE


Il bello della notturna è che si può dare sfogo alla creatività, si lavora in totale considerazione della quarta dimensione; il tempo diviene il padrone e ne detta il risultato finale.

Il soggetto può essere qualsiasi cosa che emetta della luce, sia diretta che riflessa. Una città piena di grattacieli, un'area industriale, un porto, una paesello arroccato sul mare... sono classici soggetti urbani che riscuotono grandi successi.

Oppure possiamo spostarci in montagna, dove la luce la dobbiamo ricercare nella natura; se noi la sapremo cogliere, luna e stelle ce ne forniranno a volontà.
E proprio in questo ambiente prediligo muovermi e a cui mi riferirò in seguito.
Questo tipo di fotografia sconfina un po’ nel campo della fotografia astronomica, tuttavia essa utilizza metodologia abbastanza differenti, come la tecnica della somma di più scatti o l’utilizzo di montature equatoriali o altri strumenti prettamente astronomici.
Per scelta di semplicità e di attaccamento alla fotografia tradizionale, preferisco mantenermi più vicino alle tecnica classica lasciando agli astrofili ulteriori evoluzioni.

DOVE FOTOGRAFARE


E qua viene il bello, dove andare?
Tutto dipende da cosa si vuol riprendere e mai come in questo caso la previsualizzazione mentale del risultato finale aiuta. Il posto scelto deve essere ispezionato in precedenza, quando il sole è ancora alto e la visibilità ottimale; studiare le inquadrature migliori in modo da essere preparati quando ci sarà solo il buio.
Tendenzialmente si cercheranno spazi aperti capaci di raccogliere la luce rimanendo lontani da forti e imprevedibili fonti di luce, quindi lontano da strade case e altre presenze umane, anche i centri abitati vanno tenuti molto alla larga visto che con la loro luce disturbano molto (anche se talvolta può essere utilizzata per la foto stessa).
Un lampione anche a diverse centinaia di metri con una lunga esposizione può diventare un elemento eccessivamente prepotente nella foto.
Altro fattore importante è la quota, a 3000 m l'aria sarà potenzialmente molto più limpida rispetto ai 1000 m e molto probabilmente avremo meno influenze esterne... ma lo svantaggio dei 3000 m è che bisogna arrivarci e spesso con tutta l’attrezzatura sulle spalle non è il massimo, oltre al fatto, non ultimo che passare una notte in quota a scattare talvolta è termicamente provante.
Rifugi e funivie possono aiutare la logistica, ma attenzione che spesso durante la notte tengono in funzione lampade anche di notevole potenza capaci di alterare totalmente la foto.

ATTREZZATURA


Cosa serve? Per semplicità per il resto del testo parlerò della tecnologia digitale, anche se i concetti saranno adattabili anche al sistema tradizionale. La fotocamera: Attualmente le fotocamere che danno risultati soddisfacenti sono esclusivamente di tipo Reflex, questo perchè sono le uniche che permettono pose lunghe anche di diversi minuti, ma soprattutto hanno una qualità superiore a livello di rumore ad alte sensibilità. Ovviamente chi dovesse avere una compatta o meglio una bridge che permetta dai tempi di scatto dell’ordine di secondi e con una qualità discreta è possibile tirare fuori qualcosa di buono comunque. Obbiettivo: Chiaramente come nella fotografia "diurna" l'obbiettivo va scelto in base al tipo di inquadratura che si vuole ottenere, ma in linea generale per ottenere risultati migliori (il perchè lo si vedrà poi) più la focale è corta e meglio è.
Paradossalmente la qualità generale è un parametro che ho trovato meno vincolante! Personalmente uso due obbiettivi, il 15 mm Fisheye e 17-40, ma ho usato con soddisfazione un semplice 28 f1.8 che non eccelso normalmente, si rivaluta bene per la sua luminosità nelle notturne.
Limite estremo di lunghezza è il 100 f2 che ancora si fa gestire molto bene, oltre non andrei, per i problemi di luminosità e tempi.

Cavalletto e testa: Fondamentali, devono essere abbastanza solidi da evitare vibrazioni o movimenti lenti durante la foto. Alluminio, magnesio, carbonio o ghisa, per il peso non mi esprimo... la schiena è la vostra. Vista la quasi impossibilità di utilizzo del mirino, una piccola bolla inclusa nella testa, oppure da applicare sulla slitta del flash, risulta molto comoda.

Accessori: In tema fotografico è indispensabile lo scatto flessibile, possibilmente con il blocco del pulsante. sconsigliati i telecomandi che potrebbero influire con il raggio IR sulla resa finale della foto.
Batteria/e di ricambio, le lunghe esposizioni ed il freddo uccidono la batteria, un paio di batterie cariche lasciano comunque abbastanza tranquillità per scattare molto foto in una nottata.
Utilissima una lampada frontale, anche una torcia può tornare molto utile.
Un semplice orologio da polso per i secondi, ma alla fine anche contando a mente non si creano troppi errori.
Ovviamente rimane sottointeso che attrezzatura da montagna ed abbigliamento devono essere adeguati al luogo e stagione scelta.

QUANDO FOTOGRAFARE


Suppongo che dire "di notte" sia abbastanza scontato e poco utile alla causa... non esiste l’orario giusto, ma tutto dipende dalla foto che avete in mente, in oni caso preparatevi a dormire poco.
Se sarà una nottata con la luna, allora informatevi sulle sue abitudini per il giorno scelto, l’ideale sarebbe una situazione di luna che sorge o tramonta in piena notte in modo da avere la possibilità di scattare in varie situazioni.
Se è estate fate conto che a Ovest fin quasi le 23 potreste trovarvi con luminosità residua, mentre in inverno alle 18 potreste trovare condizioni ideali.
La stagione poi conta, in inverno ci sarà più probabilità di trovare giornate limpide, ma anche di fare una foto di 8 ore causa assideramento del fotografo, oppure nemmeno una causa assideramento della batteria.
La neve normalmente aiuta a dare un tocco di luminosità alla scena (e un tocco di fatica in più alla salita), ma qua si passa al lato compositivo della foto.
Per evitare di rimanere fregati (come è successo a me una volta), spesso al tramonto il cielo tente ad rannuvolarsi, per poi ripulirsi nottetempo... quindi pazientate un po’ prima di darvi per vinti; oltretutto anche qualche nuvola non guasta.

CON CHI FOTOGRAFARE


Indubbiamente con qualcuno di molto paziente e comprensivo.
In realtà il compagno o i compagni possono avere un ruolo attivo nella composizione della foto, oltre che come potenziali soggetti, per eventualmente creare o illuminare atraverso torce parti della scena che altrimenti risulterebbero nere.


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© 2009 Davide Necchi - A Zonzo per le Montange, Fotografia di Montagna