FOTOGRAFARE LA NOTTE
breve introduzione alle fotografie montane notturne

Vallone del Gabiet (Valle d'Aosta)
Una nottata senza Luna rende difficile la rappresentazione degli elementi sulla terra, ma permette alle stelle di risplendere al meglio. Una piccola luce poi può rompere l'oscurità del terreno.

La Grignetta d'Oro (Prealpi Lombarde)
Canon EOS 5DMkII + Canon EF 70-200 F2.8 IS L
T: 20 sec.
A: F/2.8
640 ISO
Anche l'inquinamento luminoso della pianura può essere d'aiuto, in questo caso dona all'immagine una cromia particolare.

Vallone di Verra
Canon EOS 5D + Canon EF 17-40 F4LT: 30 sec
A: F/4
800 ISO
Con i tempi lunghi l'acqua assume un caratteristico effetto "velluto" molto caratteristico

Guardando la notte (Lago di Como)
Canon EOS 5D + 17-40 F4L
T: 30 sec.
A: F/4
640 ISO
Con le persone la faccenda si complica, devono necessariamente rimanere il più immobili possibile per tutta la durata dello scatto!

Campanile di Val Montanaia
Canon EOS 5DMkII - 70-200 f2.8 IS L
T: 20 sec.
A: F/2.8
640 ISO
E se proprio la luce non c'è... accontentiamoci di una bella siluette.
COMPORRE L'INQUADRATURA
Sostanzialmente le regole dell'inquadratura rimangono invariate, la fondamentale legge dei terzi che da tempo immemore dona ricchezza prosperità all'umanità è sempre valida, così come il terribile orizzonte storto che ha mietuto molte vittime è sempre da evitare.
Come detto in precedenza, sono da evitare nell’inquadratura oggetti particolarmente luminosi oppure un oggetto in primo piano che non benefici della luce lunare (o artificiale).
Però dobbiamo introdurre un fattore in più da tenere presente, la foto che andremo a fare durerà da una decina di secondi a molti minuti e quindi bisogna capire cosa accade durante quel tempo.
Che la terra non è piatta suppongo di poterlo dare per scontato, così come do per scontato che voi sappiate che è lei a ruotare... ma detto questo, in soldoni diciamo che per comodità sono le stelle a muoversi (Galileo, perdonami!), mentre noi rimaniamo immobili con il ditino sul pulsantino di scatto.
Questo moto è tutt'altro che trascurabile ed è la cosa che dà la caratteristica fondamentale alla nostra foto.
Tendenzialmente le foto se possibile è sempre meglio farle puntando verso Nord, questo per vari motivi:
- Più ci si avvicinerà verso la Stella Polare (Nord) la rotazione sarà meno percepibile e quindi sarà più facile fare scatti con stelle puntiformi.
- Nel caso di esposizioni molto lunghe con "strisciata" avere un centro di rotazione è sicuramente molto più accattivante esteticamente.
- Se si volesse includere la luna come fonte di illuminazione scattando verso Nord si avrà un'illuminazione più efficace.
Questo non vuol dire in maniera assoluta che è meglio scattare verso Nord, ma è solo una considerazione dettata dall’esperienza fatta.
Infine, scelto il posto e posizionata la fotocamera, guarderete dentro il mirino e, con rammarico scoprirete, che è tutto nero... e, anche dopo essersi ricordati di togliere il tappo dell'obbiettivo, si vedrà ugualmente tutto nero!
Il motivo è ovvio, se proprio non c'è un'illuminazione esagerata, difficilmente riuscirete a comporre l'inquadratura usando il mirino.
Un piccolo trucco per ovviare al problema è quello di scattare una foto impostando un valore di sensibilità massimo, pochi secondi e otterrete una foto (brutta) ma che ben darà l'idea della composizione e della corretta messa a fuoco.
Oggetti in primo piano sono benvenuti ed apportano sicuramente un miglioramento nel risultato finale, attenzione però che essi ricevano una sufficiente illuminazione riflessa o propria, altrimenti si rischia di avere una sagoma nera in primo piano. per case o grossi oggetti può tornare utile una torcia per illuminare molto brevemente e regolarmente per far risaltare i dettagli. Anche in questo caso bisogna affidarsi all’esperienza per evitare di avere il primo piano irrealmente luminoso.
Le persone... beh, le persone possono anche essere utilizzate come soggetti, teniamo conto però che si tratta di espositioni anche di 1 o più minuti, tempo in cui bisogna rimanere assolutamente immobili... valutate voi...
MESSA A FUOCO
E qua proseguono i problemi, probabilmente i più pesanti, perchè a questo punto vi sarete accorti che l'autofocus (a patto di non avere un illuminatore nucleare) non è in grado di focheggiare le montagne, troppo buio; e anche in manuale poco potrete fare visto che il mirino è tremendamente buio. A questo punto vi do alcuni metodi per risolvere il problema:
- Illuminare con una lampada un soggetto abbastanza contrastato (un tronco sottile, un palo, un catarifrangente della strada...) che sia almeno a 30 m di distanza e vedere se l'autofucus è in grado di agganciarlo. Oppure lasciare a distanza una lampada e utilizzarla come punto di fuoco.
Lo svantaggio di questa tecnica è che in caso di obbiettivi particolarmente luminosi 30m potrebbero non essere sufficienti per una corretta messa a fuoco dello sfondo.
- Prepararsi in precedenza, quando c’è luce, focheggiare sullo sfondo e poi passare in manuale senza toccare nulla, ideale è memorizzarsi la posizione sulla scala delle distanza dell'obbiettivo in modo da poter mettere a fuoco alla cieca anche nei scatti successvi.
Per verificare il successo dell'operazione, utilizzare il metodo sopradescritto della foto ad alta sensibilità.
- Mettere a fuoco le luci della valle. Cercate un paese, un rifugio o una malga distante che abbia luci accese, spesso tale luminosità è sufficiente per far funzionare l’autofocus.
- Puntare la Luna, ovviamente se c’è, l’autofocus ne sarà molto contento.
- Con le ultime fotocamere è stato aggiunta la funzione Live View, che consiste nella visione sul display in diretta di quello che il sensore stà catturando (un po' come nelle compatte). Tramite questa funzione è possibile ingrandire una porzione (dove c'è una luce o una stella luminosa) e procedere alla messa a fuoco manuale in maniera estremamente precisa.
Un errore che spesso si commette è quello di dire... "metto su infinito"! Purtroppo otterrete risultati pessimi; il fine corsa è calibrato per dare un po' di gioco alla messa a fuoco e supplire all'inevitabile tolleranza nella meccanica. Generalmente l'infinito non corrisponde mai alla fine corsa, ma appena prima.
Solo nel 15mm FishEye riesco a focheggiare con questa tecnica (arrivando a fine corsa) ma credo che sia più che altro per l'enorme profondità di campo che, anche a tutta apertura, possiede a 15mm.
PARAMETRI DI SCATTO
Apertura: Le regole valgono esattamente come sempre, più si apre più luce entra e più la PDC diminuisce. Quindi bisogna regolarsi a riguardo.
Vista la difficoltà della messa a fuoco, consiglio le prime prove di effettuarle a f/4 per poi scendere (ottica parmettendo) solo successivamente a valori inferiori.
Per le foto con tempi molto lunghi e le stelle a “strisciate” consiglio un valore intorno al f/8-f/11
Sensibilità: La sensibilità dipende dal risultato desiderato; se volete stelle puntiformi bisogna alzare notevolmente anche a 1000 iso, ovviamente con tutti i problemi derivanti dal maggiore rumore o pixel "pazzi" (hot pixel).
Se invece volete ottenere strisciate, quindi con tempi di scatto lunghi, allora 100 o 200 iso andranno benissimo.
In presenza della Luna spesso valori sui 600 iso danno un buor rapporto luminosità/rumore.
La scelta va fatta con l’esperienza e l’osservazione, non c’è esposimetro che tenga, ma bisogna conoscere bene la fotocamera per ottenere la massima sensibilità con una qualità accettabile. Questo è uno dei pochi vincoli "tecnologici" che fanno la differenza tra una fotocamera da 500€ e una da 2000€ in questo genere di fotografia.
Otturatore: eccoci quasi al momento dello scatto, con i tempi come regolarci?
Anche qua torna in scena il discorso stelle fisse o stelle con striscia, ma qua il discorso si complica perchè entrano in gioco altri fattori:
- La direzione di scatto, come già detto, verso nord la rotazione apparente è più lenta e quindi la strisciata apparirà più ridotta.
- La focale dell'obbiettivo, più la focale è corta, più la strisciata sarà breve.Nella tabella si possono vedere dei dati abbastanza realistici su cui mi baso normalmente. La forte discrepanza tra il 15mm e il 17mm è dovuta al fatto che il FishEye per le sue caratteristiche di deformazione è paragonabile ad un’ottica con una focale più corta.
Con questi dati avrete stelle generalmente puntiformi, magari non perfette negli angoli, ma direi buone! Per essere sicuri rimanete sotto di un 10%-15%, ma alla fine i risultati saranno molto simili.
| Focale (35mm) | Tempo |
| 15mm Fisheye | 70 sec |
| 17mm | 50 sec |
| 28mm | 40 sec |
| 35mm | 30 sec |
| 50mm | 25 sec |
Se però il vostro scopo è ottenere strisciate lunghe, allora armatevi di pazienza, chiudete il diaframma e attendete... almeno 5 minuti per ottenere delle strisciate significative, fino ad arrivare ad alcune ore!
Per i tempi particolarmente lunghi, teniamo presente che stiamo lavorando in digitale, e quindi le batterie sono alla base di tutto e le lunghe esposizioni e senza contare il freddo le mettono in ginocchio.
Prendendo spunto dalle tecniche di astrofotografia, molti utilizzano numerose esposizioni poi sommate con software specifici. Questo permette di avere tempi molto lunghi con un minore rumore. Non descrivo questa tecnica in quanto non parte del mio modo classico di fotografare e lascio le informazioni ai numerosi siti e forum dove se ne parla.
DIFETTO DI RECIPROCITÀ
Nel mondo della fotografia chimica in questo genere di fotografie bisognava fare i conti con questo difetto, ovvero la progressiva riduzione della sensibilità della pellicola con il passare del tempo di esposizione, costringendo a dover allungare parecchio i tempi di scatto.
In digitale questo problema non c’è, se espongo 2 minuti anziché 1 avrò esattamente una luminosità doppia.
Ma anche in questo caso non è solo oro, in digitale bisogna fare i conti con la batteria che deve fare un lavoro non indifferente nelle lunghe esposizioni e del calore che emana il sensore rimanando acceso a lungo. Questo calore si tramuta in “rumore elettronico” ovvero un disturbo che va a peggiorare la qualità della foto.
Anche in questo caso è bene imparare bene caratteristiche e limiti della propria fotocamera per poterla utilizzare al meglio.
CLICK!
Siamo pronti, il dito ha sentenziato e l'otturatore aperto, il gioco ha inizio!
A questo punto se il cavalletto non cede, se non urtate la fotocamera e se non arriva un terremoto o un'invasione di cavallette (a volte non capiscono... e possono essere irresistibilmente attratte dal vostro cavalletto), potete iniziare a contare i secondi/minuti/ore di esposizione.
Ovviamente evitate di accendere riflettori o di passare davanti all'obbiettivo fumando una sigaretta (non ridete che me l'hanno fatto...), potete anche parlare, ma tenete le mani lontane dalla fotocamera.
Alla fine, se tutto è andato bene e i vostri calcoli sono giusti, nel display della fotocamera dovrebbe apparire un mondo nuovo dove la luce appare dal buio, un mondo tanto assurdo quanto simile alla realtà.
Buoni scatti!
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