APPUNTI DI POSTPRODUZIONE
Qualche informazione tecnica e filosofica sulla postproduzione
SVILUPPO, FOTORITOCCO, O COMPUTER GRAPHICS?
Con l'avvento del digitale questa domanda è il grande dilemma! che porta ad un pensiero sempre più agghiacciante... "la fotografia è morta?".
I moderni software di elaborazioni grafiche permetto l'inimmaginabile, dalla semplice microcorrezione della luminosità, alla creazione da zero di una foto totalmente finta, ma estremamente realistica che potrebbe ingannare chiunque... allora, fin dove spingersi?
Tutto, purtroppo, sta nell'onestà del fotografo nell'applicare e ammettere gli interventi eseguiti.
Aggiustatine più o meno pesanti esistono da sempre, ci sono veri e propri artisti che nella camera oscura compiono miracoli, così come ci sono in giro foto "chimiche" che sono dei falsi clamorosi. Ma la difficoltà di intervento ne fa un campo "per pochi" e talvolta il lavoro necessario per il tarocco era quasi più complesso della foto stessa.
In digitaletutto è più semplice, il pc è ormai a portata di tutti... l'onesta purtroppo no.
E quindi ora come ora non possiamo che andare avanti basandosi sull'etica personale sia nell'agire che soprattutto nell'ammettere alterazioni.
Nel mio caso mi sono dato un codice che separa quello che chiamo "postproduzione" da quello che riguarda il "fotoritocco".
La postproduzione è quello che ritengo lecito... e in questo campo considero qualsiasi intervento migliorativo che però non alterino le caratteristiche della foto.
La luminosità, il contrasto, la saturazione... sono tutti parametri che ovviamente alterano l'immagine, ma se questo è finalizzato a dare veramente l'idea di ciò che si vedeva, allora l'ammetto senza (nel limite del razionale) limitazioni.
Ovviamente non ammetto che si tuilizzi questi strumenti per trasformare una foto diurna in una notturna, oppure la violenta luce di mezzogiorno in una calda luce serale... ovviamente questo andrebbe ad alterare quello che è la foto.
Ovviamente stelle comete e lune che non devono essere aggiunte in secondo tempo... (anche se ci sarebbe da aprire un lungo discorso dulla luna e la classica tecnica del doppio scatto).
Così come il brutto vizio del pesante utilizzo del "timbro clone" che tanto amano molti fotografi e che ovviamente è il top di ciò che considero "alterare" la fotografia.
Quindi, se ci credete o no... le mie foto sono il prodotto di una lealtà maggiore possibile nei confronti della realtà.
Un piccolo appunto sull'HDR. molto spesso mi viene chiesto se ne faccio uso. Francamente non lo considero tanto un mezzo "poco leale", e quindi non critico chi lo usa, ma normalmente l'effetto prodotto non mi soddisfa assolutamente, perciò per ora lo lascio ad altri!
IL PROBLEMA DELLA NOTTE
Eccoci al dunque, per le foto classiche non sto a dilungarmi perchè in rete ci sono tantissimi articoli/tutorial sull'argomanto, ma sulla fotografia nutturna in montagna no.
Innanzitutto analizzimao i problemi specifici che ci troviamo ad affrontare in fase di postelaborazione e che ci pongono talvolta di fronte a scelte non immediatamente intuibili.
BILANCIAMENTO DEL BIANCO

Bilanciamento del bianco corretto

RAW foto iniziale
E quale bianco visto che è tutto nero? Beh, in effetti non è proprio cosa semplice!
Ovviamente di notte non può essere che tutto più complicato.
Un bilanciamento corretto porterebbe ad avere il bianco... bianco! Ma il bianco è bianco di giorno, di notte può essere azzurro o anche giallo, dipende da moltissimi aspetti.
Per esperienza ho notato che (non chiedetemi il motivo preciso) quando c'è la luna piena bella forte, allora si tende ad un bilanciamento più diurno, se la luce lunare cala, allora si tenderà all'azzurro, mentre in caso di nuvole si andrà verso il giallo rosso. Poi, nella realtà non c'è una regola e spesso anche tra un'ottica e l'altra si notano enormi differenze.
L'unico metodo valido è andare ad occhio finchè non avrete trovato l'impostazione più fedele.
LIVELLI e LUMINOSITÀ

Artefatti dovuti ad una correzione
esagerata di un'immagine scura.

Regolazione corretta dei livelli.
Ovviamente è il problema principale, le foto notturne sono generalmente buie; anche in presenza di luna se volgiamo tenere le stelle puntiformi saremo costretti a tempi relativamente brevi (sotto il minuto). Di contro avremo sorgenti luminose come un lampione anche lontano diventa assolutamente invasivo e corre il rischio di inondare la foto.
Per quest'ultimo problema diciamo che... biognava pensarci prima, in posto produzione si può intervenire agendo sulle curve per attenuare la luminosità... il tutto entro certi limiti, altrimenti si ottengono artefatti osceni.
Per la luminosità globale utilizzo i livelli. In caso di illuminazione lunare forte a volte si riesce a spalmare i livelli su tutta la gamma senza evidente deterioramento qualitativo (prima foto), ma in caso di montagne poco illuminate è meglio moderarsi e rassegnarsi a tenerle buie per evitare un elevato decadimento qualitativo (seconda foto), oltretutto se erano buie in origine non vedo perchè snaturare la foto.
Una volta regolate le alte luci sul valore che si ritiene più corretto, normalmente sposto i mezzi toni verso le alte luci, per ridare un po' di effetto cupo corretto per la notte.
CONTRASTO

Un leggero contrasto
Per la regolazione del contrasto il discorso si fa interessante.
Personalmente già in partenza le foto mi piacciono contrastate e quindi ne faccio praticamente sempre uso.
In particolare nelle notturne, la luce della luna è molto meno diffusa di quella solare, le zone in ombra sono buie, mentre quelle illuminate, decisamente chiare (provare per credere...) in genere quindi se si vuole riottenere lo stesso effetto, un colpetto di contrasto non guasta.
La quantità di questo contrasto varia molto a seconda della nitidezza dell'atmosfera, ma varia molto anche dall'ottica usata; ad esempio il 50mm f1.4 ne richiede abbastanza, mentre il 70-200 f2.8L generalmente sforna file sufficientemente contrastati.
SATURAZIONE
Il bello della notte è far risaltare i colori, le nubi che assorbono la flebile luce urbana, oppure il blu intenso di una notte di luna piena... devo dire però che se all'inizio tendevo ad abusarne, ora quasi non ne faccio più uso.
Imparando a dosare i livelli adeguatamente, normalmente ottengo risultati già corretti anche a livello di saturazione. Oltretutto ho notato che la nuova fotocamera 5D MkII sforna file "notturni" più saturi rispetto alla prima versione.
Anche in questo caso l'ottica fa la differenza e sempre il 70-200 si comporta davvero bene.
Oltretutto aumentando la saturazione
si fanno risaltare tutti gli artefatti dovuti al rumore ad ai limiti della gamma dinamica del sensore. quindi... da usarsi con parsimonia. i cieli colorati sono belli... ma se lo erano in realtà, forzare non paga...
L'immagine finaleALTRI ACCORGIMENTI
Normalmente i classici consigli sopracitati andranno bene per il 90% delle foto, rimangono i casi particolari a cui è difficile dare dei consigli proprio per la varietà delle problematiche. Ad esempio a volte torna utile il comando luci/ombre per recuperare un primo piano un po' buio, o attenuare una luce troppo invasiva.
Sono comandi da utilizzarsi con molta parsimonia perchè introducono rapidamente vistosi artefatti.
Altri effetti, effettini o plugin lasciateli stare, snaturano quello che è la reale fotografia. Ultimamente mi sono concentrato per trovare l'esposizione ideale per ottimizzare il rumore, rendendo via via più inutile l'utilizzo di software per la riduzione del rumore. Comunque un buon software (Cito Neatimage o Noiseninja) sono utili per gli scatti ad iso alti o con fotocamere APS-C. Spesso applico la riduzione solo sul cielo per evitare perdita di dettagli nelle montagne.
RIDIMENSIONARE PER WEB
Eccoci alla fine del lavoro; la foto e pronta e (spero) soddisfa il nostro palato! Rimane una sola cosa da fare, il ridimensionamento "web", per un eventuale sito, forum, o per inviarla ad amici.
Normalmente questa risoluzione va dai 500px ai 1024px, mentre le foto sfornate superano abbondantemente di 4000px di lato.
Il problema grosso sono le stelle, che se la messa a fuoco sarà stata corretta, saranno dei puntini molto piccoli che rischiano di scomparire nel ridimensionamento.
Per ovviare a questo procedo per passaggi intermedi... 2 o 3 in cui dimezzo la dimensione e applico la funzione sharpen su tutta l'immagine.
Solo nell'ultimo passaggio, quandro avremo raggiunta la dimensione desiderata, l'applicazione dello sharpen avverrà solo sul cielo, per evitare di avere i profili delle montagne troppo definite e troppo irreali.
Sempre per l'ultimo passaggio se utilizza Photoshop è molto utile la funzione "Smart sharpen" regolando i parametri per avere il migliore risultato.
e poi non resta altro che pubblicarla!
CONDIVIDI