Come si forma l’Aurora Boreale

L’Aurora Boreale è un fenomeno luminescente do origine elettromagnetica che si verifica negli strati alti della nostra atmosfera (circa tra i 100 e 400 chilometri) ed è dovuto all’iterazione delle particelle cariche che tramite il vento solare colpiscono il nostro campo magnetico perturbandolo e generando delle correnti che, scaricandosi verso i poli, eccitano gli atomi di ossigeno ed azoto con la conseguente emissione di luce. Per intenderci è esattamente lo stesso principio di funzionamento dei classici tubi Neon.

L’origine

Un flare solare di elevata energia (fonte NASA)

Per comprendere cosa genera questo fenomeno bisogna partire da lontano; dal Sole. La nostra stella, come tutto ovviamente, è una grandissima fonte di energia basata sulla fusione nucleare. Questo processo porta le temperature altissime a generare il plasma.
In condizioni normali la fortissima attrazione gravitazionale del Sole trattiene questo plasma e a noi giunge solo un continuo flusso di particelle che chiameremo Vento Solare.
Ma sulla superficie non vige la tranquillità, anzi, a causa dell’enorme energia in gioco di tanto in tanto accadono che zone con elevate differenze di temperatura, le famose macchie solari, sfocino in violentissime esplosioni di dimensoni enromi in grado di elpellere nello spazio ingenti quantità di questo plasma. Questo plasma, estremamente carico di energia, impiega all’incirca 48h per raggiungere la Terra dove il nostro campo magnetico ci fa da scudo. Lo scontro tra il plasma e lo scudo genera correnti elettriche che vanno a scaricarsi presso i poli generando appunto Aurore Boreali ed Australi.

Queste esplosioni, se molto violente e indirizzate verso la Terra, oltre che a generare belle Aurore, possono essere estermamente pericolose per la nostra tecnologia. Satelliti, comunicazioni fino alle linee terrestri per l’alta tensione potrebbero essere messi fuori uso da un evento di elevata potenza; Perciò tutte le attività solari sono sempre monitorate da terra e da satelliti.

Questa attività esplosiva non è sempre costante, ma ha un andamento ciclico della durata di 11 anni a cui si alterna un periodo quieto (come siamo ora) con pochissime o nessuna macchia solare a periodi molto attivi (come nel periodo 2012-2014).

Il sole con un Coronal Hole (fonte NASA)

Ma quando il Sole è quieto non ci sono Aurora? assolutamente falso. Quando il sole è queto ci sono le condizioni perché si verifichino dei veri e propri buchi sulla superficie solare, sono chiamati Coronal Holes (CH) e possono coprire anche quasi tutta una fascia della nostra stella.
Questi buchi fanno si che si generino dei fortissimi venti solari (High Speed Stream HSS) come se fosse un pallone forato.
Qesti venti a differenza dei flare non contengono così tanta energia, ma la loro forza è in grado di schiacciare il campo magnetico terrestre generando anche in questo caso la corrente necessaria per “accendere” l’Aurora.
Questi buchi si possono verificare e rimanere attivi per diversi mesi regalandoci ciclicamente al loro passaggio (una rotazione solare dura circa 27 giorni) interessanti Aurore.

Quindi, per concludere, è vero che i periodi più favorevoli all’avvistamento delle Aurore sono i periodi di massimo del ciclo undicennale, ma anche nel periodo di minimo possono verificarsi spettacoli molto belli.