Prevedere l’Aurora Boreale

È possibile prevedere l’Aurora Boreale?
proviamoci…

Per le previsioni in temporeale guarda qua.

Prevedere l’Aurora Boreale è un po’ come prevedere le condizioni meteorologiche. Esistono modelli matematici, esistono strumenti sulla terra e nello spazio ed esistono statistich che funzionano anche bene, ma alla fine le variabili in gioco sono talmente alte che questi strumenti sono utilissimi, ma in ultimo il metodo più efficace è quello di aspettare dentro comodi e caldi vesisti, guardando il cielo…

Ma volendo un aiuto ci sono molti strumenti a nostra disposizione che partono da molto lontano… ancor più lontano del Meteosat, per la precisione dell’orbita solare dove alcuni satelliti sono li proprio a questo scopo. guardare il Sole, da dove tutto ha origine.

Non entrerò nel merito tecnico, perchè è davvero troppo complesso (anche ovviamente per me), ma mi concentrerò sulla parte più pratica ed utile a noi poveri infreddoliti in attesa dell’Aurora.

Tutti i dati che vedrete sono provenienti dal NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) che si occupa di studiare i fenomeni naturali dagli oceani all’atmosfera. Questi dati sono elaborati non tanto per la nostra gioia, ma per la nostra protezione. Forti attività geomagnetiche possono provocare danni catastrofici alla nostra teconologia (dai satelliti alle linee di alimentazione elettrica terrestre) e quindi è necessario cercare di prevedere e tutelarsi tenendo l’attività solare sotto controllo.

Ma tornando a noi, vediamo di partire da lontano per capire il futuro…

A Lunghissimo termine

A lunghissimo termine non ci sono previsioni… nel senso che ci sono delle statistiche ed andamenti ciclici dell’attività solare.

L’attività solare è intesa come la formazione di macchie solari, strutture sulla superficie del sole che sono causa di flare, violente eruzioni di materiale “energetico”. Questa attività ha un andamento ciclico della durata di circa 11 anni, attualmente (2018) siamo verso il periodo di minimo che verrà raggiunto presumibilmente l’anno prossimo. Questo non vuol dire che non ci saranno più Aurore, ma che la loro intensità legata ad i flare sarà meno intensa, mentre in questo periodo saranno più probabili le formazioni di buchi coronali (Coronal Holes) con la conseguenza generazione di Aurore dovute al veloce vento solare prodotto da questi buchi. Queste aurora normalmente non superano valori K6-K7, ma sono ugualmente di grande impatto.

NOAA Solar Cycle Progression

Ma passiamo rapidamente oltre, e veniamo alle previsioni un po’ più significative.

Sempre per sintetizzare al massimo, le aurore si verificano in presenza di una “tempesta” geomagnetica che genera delle correnti nel campo magnetico terrestre che, scaricandosi verso i poli, generano luminescenze. Questa tempesta viene misurata con un valore chiamato K tipico di una determinata stazione. Essendo impossibile, a differenza delle previsioni meteorologiche, indicare zona per zona, si usa un valore K a livello planetario chiamato KP.

Questo valore viene predetto osservando la superficie solare e gli eventi che si manifestano. Generalmente si basano su ripetizione di eventi. Ad esempio se si apre un buco sulla corona del sole (CH – Coronal Hole) che genera un forte vento solare (HSS – High Speed Stream) causa di aurore, è presumibile che si riverifichi circa dopo 27 giorni quando il sole avrà completato un giro completo e da qua le previsioni a lungo termine. Ovviamente nulla vieta al buco (o a macchie solari) di crescere, spostarsi, ridursi o scomparire o nulla vieta che si formino di nuovi dopo qualche giorno. In ogni caso è un buon indicatore e generalmente difficilmente sbaglia in modo clamoroso.


La previsioni vengono emesse da due enti, il NOAA e l’USAF. Il primo con durata 27 giorni e viene emesso ogni lunedì (notte tra domenica e lunedì, per noi). L’usaf si spinge fino a 45 giorni (ma è generalmente una mera ripetizione dei valori) e viene aggiornato ogni giorno.

Con questi parametri già possiamo avere un’idea delle giornate più attive e magari pianificare di trovarsi nel posto tanto desiderato o cercare un last-minute economico.

Previsioni a breve termine

Sono le più interessanti. Tengono conto ora non più dalla ripetività di un evento accaduto 27 giorni prima, ma dall’analisi diretta del Sole e quindi molto più indicative.
Si suddividono in fasce di 3 ore e si spingono dal giorno odierno per tre giorni.
Sono emesse dal NOAA e il valore indicato è sempre il KP, viene aggiornato più volte al giorno.


Questo grafico è già molto più indicativo (sottolineo indicativo) in quanto ci fa capire se un eventuale picco di attività si potrà verificare all’inizio della serata, a notte fonda oppure saremo sfortunati a trovarcelo addosso a mezzogiorno in piena luce.

A brevissimo termine

Eccoci alla sera, stiamo fotografando il tramonto domandandoci se dobbiamo mangiare di corsa, oppure possiamo concederci un po’ di relax. In questo caso ci viene in aiuto un satellite posto nel punto di equilibrio gravitazionale tra il Sole e la Terra. Questo satellite misura l’intensità energentica che sta investendo il nostro pianeta. Nella posizione in cui si trova e calcolando una velocità media del vento solare, ci potrà dire con un’anticipo di circa 30 minuti questo valore energetico in una scala tra 5GW e 150GW e dove maggiormente sta interagendo.

Per avere un’idea spannometrica di come interpretare il grafico posso dire che a riposo siamo sui 8-10GW, in presenza di questi valori è abbastanza improbabile il verificarsi di eventi degni di nota. Normalmente si potrà vedere un alone verde basso sull’orizzonte o tutt’alpiù qualche bagliore sparso poco inteso e di breve durata.

Se il valore rimane sotto i 18-20GW qualcosa già possiamo apsettarci, non sarà l’esplosione di colori, ma almeno dovrebbe essere visibile. Dai 30GW in poi, trovandoci nell’intorno del Circolo Polare Artico, potremmo sperare in qualcosa di molto gustoso.

E’ un grafico da tenere molto sotto controllo, spesso può rimanere a livelli molto bassi anche per ore, per poi iniziare a salire rapidamente costringendoci a schizzare fuori dall’ostello o dalla tenda!

Prevedere l'aurora boreale, tempo reale
La mappa mostra le zone con più alta energia e la relativa probabilità di vedere l’Aurora. Il verde indica probabilità bassa/media, mentre le zone rosse probabilità molto alta.

In tempo reale

Eccoci al momento clou. Siamo fuori e (possibilmente) con una bellissima stellata. Arriva o non arriva?
Esiste ancora uno strumento, stavolta terrestre, che viene in nostro aiuto.

In pratica in vari luoghi sulla Terra sono posizionati dei “magnetometri” che non sono altro che strumenti che misurano il campo magnetico terrestre.
Come detto in precedenza l’Aurora Boreale viene generata dalla perturbazione del campo magnetico terrestre e quindi rilevata da questi strumenti.
Il magnetometro lavora sui tre assi, Orizzontale, Verticale e Longitudinale e mostra le oscillazioni in tempo quasi reale. Sempre per farla a breve il grafico che a noi interessa maggiormente è il valore H (Orizzontale) più la variazione è elevata e più intensa sarà l’Aurora in atto.

Sotto è riportato il magnetometro di Tromsø chepuò essere preso come riferimento per le previsioni della scandinavia (Norvegia-Svezia-Finlandia), di stazioni ne esistono numerose sparse un po’ in tutto il mondo.

Prevedere l'aurora boreale, magnetometro tromso
Un’immagide di un magnetometro (la traccia utile è l’H – blu), alle 22.30 circa si è veridicato un picco di intensitò notevole associato ad aurore di elevata energia. ma anche nella fascia tra la 19 e le 22 e mezzanotte si sono verificate variazioni tali da generare Aurore.
Prevedere l'aurora boreale, magnetometro islanda
Altro esempio di magnetometro, in questo caso in Islanda. Anche in questo caso alle 22:30 si è verificato un picco di intensità elevata e sicuramente associato ad un’intensa Aurora. Purtroppo essendo Agosto alle 22:30 la luce è ancora troppo elevata rendendo invisibile il fenomeno.

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