Isole Faroe, il giorno dell’Eclissi di Sole

Le Isole Faroe sono un piccolo arcipelago nel bel mezzo dell’Oceano Atlantico che merita senza dubbio una visita (e che ho già descritto qua).

Il mio primo viaggio è stato nel 2015, in particolare a ridosso dell’equinozio e ancor più in particolare per l’evento dell’Eclissi di Sole che, solo le Faroe e nelle Svalbard erano nella fascia della totalità.

Inizio dell’eclissi… poche speranze…

Così armato di tenda, attrezzatura fotografica e tanti vestiti impermeabili partii…

Arrivai tre giorni prima, per avere il tempo di dare un occhiata a questi luoghi che mi avevano attirato da tempo. Inutile dire che mantennero le aspettative, sia per la bellezza e sia per il meteo che non mi diede tregua per la grande maggioranza del tempo.

Il grande giorno

Ma veniamo al giorno dell’Eclissi… La mattina alle 4 i meteorologi locali con un sintetico comunicato gettarono la spugna emanando un semplice “si salvi chi può” non avendo elementi sufficientemente indicativi per consigliare una zona piùttosto che un’altra. Ed effettivamente era difficile dargli torto visto che, come i giorni precedenti, pioveva a dirotto.

L’unico consiglio fu, “statisticamente a Sud il clima è più secco”. Peccato che il “Sud” è un’isola non collegata se non con un unico traghetto e quindi tutta la popolazione residente e temporanea delle faroe si riversò al Porto di Tórshavn. Io arrivai li con largo anticipo e ovviamente pioveva a dirotto con nuvoloni neri che proprio non davano nulla di speranze. Mancava un’ora all’inizio dell’eclissi e circa 2 alla fase di totalità.

In quei giorni avevo fatto amicizia con uno svizzero un canadese e un giapponese tutti appassionati di fotografia e tutti, me compreso, un po’ strambi.

Da buon milanese non so stare fermo! e l’attesa di poter salire sul traghetto e l’incertezza (anzi, la totale certezza) del mal-meteo mi rendeva simile ad una mosca che cerca di uscire da una finestra chiusa.

A questo punto pensai ad una cosa banale, ma a cui non avevo pensato. Se il maltempo arriva da Nord, se voglio sperare nel miglioramento devo andargli in contro, quindi verso Nord!! Io vado dissi! Andando verso la fermata del bus per l’isola di Vagar.

Non so se per fiducia o semplicemente per disperazione, il trio di compagni di viaggio mi seguì.

Arrivammo a Vagar, ovviamente sotto un diluvio di acqua e vento e iniziammo ad incamminarci senza troppe convinzioni sempre in direzione Nord. Ci fermammo ad uno spiazzo verso la fine della strada dove stazionava, coperto da teloni impermeabili, un gruppo di astrofili attrezzati di tutto punto anche loro abbastanza abbattuti.

Inizio dell’Eclissi

Proseguire non aveva più senso e così ci fermammo. Tutti tranne il giapponese che, preso dallo sconforto, accettò un passaggio da un locale fino al paese facendo perdere le sue tracce.

Una voce del capogruppo scandii ad un certo punto l’inizio dell’eclissi, voce attenuata dallo scrosciare dell’acqua sui teli degli astrofili.

Ma come d’incanto alle sue parole la pioggia si attenuo… poi smise e addirittura qualche minuto dopo si intravvide un raggio di sole già attenuato dell’eclissi in corso.

Corsa frenetica a montare l’attrezzatura… io disponevo di una fotocamera con grandangolo per fare il timelapse, una fotocamera con tutti i moltiplicatori possibili per cercare di catturare il momento cruciale e una mirrorless con cui fare foto così senza senso.

Mano a mano in cui il conto alla rovescia continuà le nuvole davano sempre più spazio al cielo sereno fino al grande momento tella totalità dove solo una leggera velatura si infrappose senza però togliere nulla allo spettacolo.

I quattro minuti magici

Devo dire che avevo immaginato in mille modi l’eclissi totale, ma nulla che si avvicinò alla realtà. Il passaggio dal 99.9% al 100% è enorme, come se di colpo venisse spenta la luce. Venere appare visibile nel cielo per quei 4 minuti in cui si passa da una luce serale alla notte! Notte strana, perchè circondata ovunque dall’alba… sensazione surreale che è solo da sperimentare.

Ed infine arrivò l’eclissi!

Ovviamente, sul più bello perdo il puntamento con il sole… senza montature adeguate tenere puntato un 400mm con tre moltiplicatori attaccati è un’operazione quasi impossibile! ma alla fine, mi porto a casa la foto ce volevo, non perfetta rispetto ai più blasonati astrofotografi, ma a cui sono affezionato! e soprattutto mi porto a casa un’esperienza davvero unica.

Sequenza dell’eclissi. Manca l’uscita perchè… un po’ umida.

Inutile dirlo, 10 minuti dopo l’eclissi, il diluvio tornò… per i successivi due giorni…