Myvatn, non solo moscerini, ma tanta bellezza

Lago Myvatn, il fuoco incontra l’acqua

Cosa accadde in tempi passati nei pressi del lago Myvatn lo si può solo immaginare. Una poderosa colata vulcanica trovatasi improvvisamente a contatto con una grande massa d’acqua. Gli effetti hanno plasmato quella che è adesso la piana che ospita il lago Myvatn.

Il lago, il quarto in dimensione in Islanda, si è formato per lo sbarramento del fiume Laxá durante una delle tante eruzioni vulcaniche della zona, trovandosi il lago in piena frattura della Dorsale Medio Atlantica.

Si trova non lontano da Akureyri dove, tramite la ringroad (e il nuovo tunnel appena inaugurato) passa dalla celebre cascata Goðafoss e raggiunge il lago dalla sua sponda Sud-Ovest. La prima vista è quella di un lago abbastaza ampio e poco profondo con le acque azzurre e calme disseminate di penisole e isolette. Intorno il terreno è disseminato di collinette e di montagnole dall’evidente formazione vulcanica.

Classicamente si abbandona la Ringroad per percorrere la 848 che gira intorno al lago in senso antiorario toccando le zone più interessanti.

Skútustaðagígar

Area degli pseudocrateri del Skútustaðagígar

Iniziamo da questo luogo, una piccola penisola costellata da piccoli crateri ricoperti dal classico muschio islandese. Nella realtà non sono crateri, bensì pseudo-crateri. Essi non hanno mai eruttato lava, ma sono il risultato di enormi bolle di vapore provocate dal violento incontro tra la lava e l’acqua del lago.

Dopo una sosta per sgranchirsi un po’ le gambe (ed il fondoschiena) si può proseguire per circa 5-6 km dove inizia tutta una serie di percorsi che si snodano tra piccoli promontori di lava che si insinuano nel lago, regalando scenari davvero incantevoli con torrioni di lava che emergono dal lago.
In estate i famosi moscerini che danno il nome al lago in questo punto danno il meglio di se stessi, non pungono, ma sono piuttosto molesti… ma il luogo è bello e i moscerini se ne faranno una ragione.

Dimmu Borgir e Hverfjall

Poco dopo una strada asfaltata sulla destra porta, con qualche strappetto, al Dimmu Borgir, In questo luogo è possibile fare una bella passeggiata tra le grandi strutture laviche che hanno fatto da sfondo in diversi famosi film e serie televisive. Da questo punto con un bel trek di circa 1h si può direttamente raggiungere la vetta del Hverfjall, il grigio cratere di notevoli dimensioni ben visibile un po’ da tutto il lago.

Il cratere del Hverfjall

Lo stesso lo si può salire tornando sulla strada 848 per prendere la strada sulla destra che punta direttamente al grande cono del vulcano. La salita, ripida, ma breve porta al vastissimo cratere da cui si gode una vista unica su tutta al zona.

Dopo tanto pedalare eccoci finalmente alla zona dei campeggi, dove prendere riposo. Di campeggi ce ne sono attualmente tre. Il primo si trova sulla destra, a circa 2 km dal centro abitato. È il classico campeggio islandese, ben tenuto e gradevole.

Il secondo è ubicato proprio nel paese, in posizione magnifica sulla riva del lago. Come campeggio è il più bello della zona, ma ha solo il grande difetto (grandissimo per i ciclisti) di non dare la possibilità di caricare le batterie se non a pagamento. (nel precedente si trovano delle prese libere nei bagni).

Il terzo si trova più a Nord, nei pressi dell’aeroporto, visto dall’esterno sembra gradevole, ma non ho mai avuto il piacere di utilizzarlo.

Grjótagjá

La grotta di Grjótagjá

Imboccando la ringroad in direzione Est, non lontano dall’abitato tramite la strada 860 che conduce a Grjótagjá, una suggestiva caverna generata da una lunga frattura nella crosta lavica che ospita un lago termale dalle acque azzurre, ad oggi la temperatura sfiora i 50°C e quindi troppo calda per essere balneabile, ma nel passato è stato un luogo termale molto noto. Pochi metri più avanti una seconda caverna recentemente chiusa da un cancello metallico.

Questa zona è il naturale punto tappa per poi affrontare il “Selvaggio Est” che descriverò poi…