Penisola di Snæfellsnes, l’Islanda in miniatura

Snæfellsnes, la penisola dei contrasti

Situata ad Ovest dell’Islanda, la penisola di Snæfellsnes è probabilmente è la variante alla ringroad più frequentata. Questo in virtù della relativa facilità d’accesso, la sua strada è completamente asfaltata, della vicinanza da Reykjavik e per la quantità di luoghi di interesse che offre.

La si può percorrere in senso orario che in senso antiorario a seconda della necessità. La descriverò nella seconda modalità perchè quella che preferisco e che a mio avviso offre le migliori luci.

Da Stykkisholmur  verso Ovest

Stykkishólmur

Si parte da Stykkisholmur che può essere considerata la “capitale” della penisola. È il centro maggiore della zona con il maggiore porto da cui parte il traghetto per i fiordi occidentali.

Dalla cittadina parte la strada 54 che segue quasi fedelmentela penisola di Snæfellsnes e che seguiremo quasi totalmente tranne l’ultimo tratto dove percorreremo la più panoramica strada 574 che aggira totalmente lo Snæfell

La strada è larga, totalmente asfaltata, abbastanza frequentata, ma anche per il ciclista risulta abbastanza piacevole.

da Grundarfjörður a Hellissandur

Lungo la costa si incontrano numerose località che meritano una visita, il primo centro abitato è Grundarfjordur il cui vicino monte Kirkjufell attrae migliaia di fotografi ogni anno facendone uno dei simboli dell’Islanda con la sua forma piramidale che svetta da ogni parte lo si guardi.

Kirkjufell, la montagna più fotografata d’Islanda

Proseguendo, sempre tra continui scenari che meritano soste (soprattutto quando si pedala) si raggiunge Ólafsvík, altro centro abitato della penisola dove si potrà ammirare la sua cascata (illuminata anche di notte) e il bel panorama che si gode dalla passeggiata che sovrasta l’abitato.

Ritornati a viaggiare sempre verso Ovest si incontrerà dopo circa 6Km gli abitati di Rif e successivamente Hellissandur.

La F570 verso lo Snæfellsjökull

Sul culmine della F570 guardando verso la costa Sud

Volendo fare una “scampagnata” alternativa, da Ólafsvík si può prendere la strada F570 che porta verso il ghiacciaio di Snaefell per poi ridiscendere verso Arnastapi (che incontreremo più avanti).

La strada è sterrata e non tra le più semplici, in auto è necessario un 4×4, mentre per i ciclisti preparatevi a dei bei strappi!

Lunga circa 20km porta fino a 800m di quota lambendo il ghiacciaio prima di ridiscendere verso il mare.

Nelle belle giornate il panorama sommitale ripaga pienamente la fatica fatta con una vista che si estende su tutta la costa fino alla penisola di Reykjanes e verso Nord la costa di Westfjords, il tutto dominato dallo Snæfellsjökull.

La punta della penisola, fari e faraglioni

Qua si entra nella zona più caratteristica della penisola, formata dalle antiche eruzioni dello Snæfellsjökull.
Questo vulcano, oltre ad essere famoso per essere stato scelto da Jules Verne come inizio del suo famoso Viaggio al Centro della Terra, gode di una posizione privilegiata che lo rende visibile da buona parte dell’Islanda Occidentale.

Questa area è ricca di luoghi interessanti. Subito non si potrà non notare l’altissima antenna della Hellissandur Radio Mast che con i suoi oltre 400m di altezza è la struttura più alta dell’Europa occidentale.

La spiaggia di Skarðsvík

Poco dopo si incontra una strada stretta sulla destra inizialmente asfaltata per poi diventare sterrata. Si passa da Skarðsvík, una spiaggia dalla sabbia dorata, e successivamente ai fari di Öndverðarnes e Skálsnagaviti e a tutta la bellissima costa a strapiombo sull’oceano.

Proseguendo sulla strada che ormai inizia a piegare verso Sud, con una breve deviazione si potrà visitare il cratere Saxholl per poi proseguire fino alla breve strada che porta alla piaggia nera di Djúpalónssandur da dove, con una camminata di circa 45 minuti si raggiunge Dritvik, un’insenatura lavica usata anticamente come porto naturale.

Malriff e i Londrangar

Il faro di Malarrif

Stiamo ormai iniziando il ritorno verso Est lungo la costa Sud e la prima tappa importante è il faro Malarrif. Questo faro è assai suggestivo non tanto per la bellezza in se, ma per la posizione isolata con sullo sfondo lo Snæfellsjökull che lo rendono un colpo d’occhio notevole.
Bellissimo è soprattutto nelle albe o tramonti invernali (tra alba e tramonto poi ballano giusto tre/quattro ore…) con le rocce di lava nerissima coperte da uno strato leggero di neve bianchissima e le montagne che assumono il colore rosato.

Dal faro si possono notare due grandi faraglioni, sono i Londrangar che si possono raggiungere con una bella camminata (non ciclabile) di poco meno di 2km oppure riprendendo l’auto e fermandosi all’apposito parcheggio.

Arnarstapi e la costa Sud

Arnarstapi
Arnarstapi

Passato anche questo “intoppo” si arriva a Hellnes ed in particolare Arnarstapi, due piccoli borghi che non commento in questa pagina, ma che prometto di dedicargli una sezione tutta loro essendoci una grande concentrazione di luoghi assolutamente di prim’ordine .

Proseguendo oltre l’abitato si può fare una breve sosta ad ammirare Rauðfeldsgjá, una profonda spaccatura nella roccia che si raggiunge con una breve camminata.

Oltre questo punto non ci sono più grandi luoghi famosi, ma è “solo” un susseguirsi di soste per ammirare qualche colpo d’occhio sulla costa che ogni volta che mi accoglie regala sempre qualche gioco di luci particolare.

foca a Ytri Tunga
Una foca si rilassa a Ytri Tunga

Un punto interessante è il belvedere che si incontra poco prima dell’incrocio con la strada 54 da cui si può ammirare il grande campo di lava prodotto dal vulcano Búõakletture la bella cascata Bjarnarfoss, oppure una visita alla Chiesa nera di Búðakirkja

Se ancora non ne avete abbastanza di località da visitare obbligatoriamente merita una sosta alla spiaggia di Ytri Tunga dove, con un po’ di fortuna, potrete osservare le foche che beatamente si riposano sulla costa.

Finito anche questo “ooooh” non resta che proseguire verso la capitale, sempre con un occhio aperto (oltre che per alla strada) per qualche ultima foto della giornata…

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