Langisjór, una perla quasi sconosciuta

Langisjór è forse il luogo che più ho amato in Islanda, fuori dalle normali rotte turistiche mi ha regalato la visione più emozionante di questa terra, il cielo più buio che abbia mai visto e i contrasti più assurdi che si possano immaginare.

Cos’è il Langisjór?

Si tratta di un lago lungo circa 20km il cui immissario è direttamente il gigante di ghiaccio del Vatnajökull e incastonato da lunghi cordoni di montagne modellate da eruzioni ed agenti atmosferici che, unite alla totale mancanza di vegetazione e dai classici licheni islandesi conferiscono al luogo un aspetto alieno.

Sveinstindur

Sveinstindur
Salendo al Sveinstindur

Ma per godere al massimo di questa meraviglia bisogna salire la vetta del Sveinstindur. La cima è posta al capo occidentale del lago e .

La sua salita è abbastanza semplice e si può completare in meno di 1h percorrendo un sentiero marcato da paletti gialli.

Dalla sua vetta, posta a 1093 m il panorama è immenso in ogni direzione ci si rende condo dell’ampiezza sterminata dei deserti islandesi. In ogni direzione a perdita d’occhio si possono ammirare fiumi, vulcani e distese di lava. Ma il colpo d’occhio più bello in assoluto è verso il lago con le sue acque blu intense che fanno da contrasto con le montagne nere parzialmente ricoperte dal muschio di un verde/giallo vivo.

Soprattutto la mattina e la sera lo scenario che si può godere è uno dei più belli dell’Islanda.

Come arrivare

Langisjór
Sulla f235 del Langisjór

Parto sempre con la mia cara bicicletta, l’arrivo in questo luogo non è semplicissimo, è lungo e a tratti piuttosto impegnativo.

Sono partito da Sud, percorrendo la f208 proveniente da Kirkjubæjarklaustur, si tratta di circa 100km di pedalata di cui 80 su strada setrrata.

Le difficoltà maggiori si incontrano nel tratto da Hólaskjól (dove è possibile pernottare) al bivio con la f235 del Langisjór. Si incontrano alcuni guadi, non particolarmente impegnativi, ma soprattutto alcune salita con pendenze maggiori del 20% e un fondo abbastanza sconnesso.

Con il senno di poi consiglierei l’arrivo da Ovest, con la f235 proveniente dal Landmannalaugar, più lontana dai centri abitati, ma più agevole.

In caso di necessità è anche possibile prendere il pullman di linea della Reykjavik Excursions che percorre la f208. Purtroppo i prezzi e soprattutto il sovrapprezzo per la bicicletta non sono bassi.

Anche in pieno deserto…

Dal bivio f235/f208 rimangono 35km nel fondo della vallata, non ci sono più grandi dislivelli e il fondo è inizialmente bello solido. Nell’ultima parte ci sono dei tratti sabbiosi che possono dare qualche problema (anche con un piccolo 4×4).

Al Langisjór è presente un rifugio e un campsite minimale composto da uno spiazzo e un rifugio (informarsi sull’apertura). Poco prima (circa 2km) è presente una costruzione del guardiaparco dotata di servizi e acqua potabile. Appena fuori è presente un curioso lavandino piazzato nel bel mezzo del deserto vulcanico.

Vista la distanza dai centri abitati o da strade di passaggio è bene recarsi al Langisjór solo con previsioni ottimali. Lungo la strada il campo telefonico è presente, ma in maniera molto incostante.

Aurora Boreale, Via Lattea e una semplice strada.

Ancora un po’ di Islanda…

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