Rauðisandur, quasi al limite dei Westfjords

L’Islanda è la terra delle spiagge nere, Vik, Jokulsarlon per fare degli esempi illustri. Ma l’eccezione che conferma la regola si ha soprattutto nella zona Nord-Ovest dove si possono trovare bellissime spiagge di sabbia color oro che con la giusta luce brillano meravigliosamente. Rauðisandur è una di queste.

In Bicicletta:

  • Partenza: Flókalundur
  • Arrivo: Rauðasandur o eventualmente Patreksfjörður
  • Distanza: 70 Km fino a Rauðasandur, aggiungere circa 40 km per proseguire fino a Patreksfjörður.
  • Strada: Totalmente asfaltata fino al bivio per Rauðasandur, poi sterrata impegnativa per 14 km fino a Rauðasandur.
  • Dislivello 1000 m (sia in salita che in discesa) a Rauðasandur e altri 500m (sempre salita e discesa) fino a Patreksfjörður
  • Durata stimata: 1 o 2 giorni.
Mappa dell’itinerario da https://cyclingiceland.is/en/

Situata sulla costa Sud dei Westfjords, quasi alla punta estrema, non si trova sulla rotta delle normali vie di comunicazione, ma protetta dalla costiera montuosa e collegata con una impegnativa strada.

Lungo la costa

La partenza è situata sempre dalla località di Flókalundur come descritto nel precedente articolo, questa volta il percorso proseguirà verso Ovest inizialmente lungo la costa, su strada asfaltata e senza grandi pendenze. Dopo 6 chilometir si supera il porto dove arriva il traghetto da Stykkyshulmur e si prosegue sempre sulla costa.

Lungo la strada 62
Panorama nella prima parte del percorso, sullo sfondo si può vedere la penisola dello Snaefell

La prima parte della strada è una lunga pedalata in bella vista del mare, si superano ampie aree coltivate e lunghe spiagge dalla sabbia color oro. Dopo circa 20 km, con una breve deviazione, si può toccare la Birkimelur Swimming Pool. Questa è un’antica piscina geotermale islandese con annessa una graziosa hot pot vista mare, utile per una pausa rigenerante soprattutto al ritorno.

Dopo una qundicina di chilometri si giunge ai piedi della prima salita di giornata, 5 chilometri per superare un dislivello di circa 400 m. Il fondo è di asfalto ottimo, ma le pendenze sono costanti per tutta la salita. Giunti al culmine, come ormai è norma nei wesfjords, non rimane altro che una breve e ripida discesa che con due larghi tornanti riporta al livello del mare.

Ora ci si trova ad un bivio, proseguendo diritti sulla 62 si raggiunge con un po’ di saliscendi l’abitato di Patreksfjörður, mentre a sinistra sulla strada 612 si può proseguire verso Látrabjarg, la punta estrema del Westfjords meridionali.

Garðar

Dopo pochi chilometri si supera Garðar, dove è presente il relitto del peschereccio BA 64 qua arenato volontariamente dagli anni 80 e rimasto come monumento e soggetto fotografico. Quattro chilometri più avanti ci so trova al bivio con la strada 614 per Rauðasandur, meta di questa tappa. Sono passati circa 60 chilometri dalla partenza e ora arriva il tratto più impegnativo.

Il relitto BA64 con l’aurora boreale

Il tratto più impegnativo verso Rauðisandur

La strada si fa sterrata e ripidamente (tratti superiori al 10%) risale nuovamente il culmine dell’altopiano. E ancora una volta, la quota guadagnata andrà persa in una ripida discesa fino alla spiaggia di Rauðasandur. Questa discesa è piuttosto impegnativa, soprattutto se carichi e va affrontata con cautela (anche se si viaggia su un mezzo motorizzato). è ripida fino al 14% (ricordarsene per il ritorno) e molti tornanti sono aerei. Al termine della discesa a sinistra si potrà arrivare al culmine occidentale della spiaggia, mentre a destra a Melanes, sove si potrà camminare più agevolmente sulla spiaggia dalla sabbia color oro/rosso.
Il consiglio è di giungere (possibilmente) quando la marea è in ritiro, si potrà così camminare sulla spiaggia e vedere i rivoli di acqua verde/azzurra scorrere dalle piccole lagune che si formano con la marea.

Arrivando con l’alta marea la spiaggia può essere difficilmente raggiungibile.

Volendo una visione estremamente suggestiva è possibile salire sulla montagna che sovrasta la spiaggia (di cui non ho trovato il nome). Da poco prima dei primi tornanti che scendono al mare si lascia la biciletta e si sale per pietraie (non farsi attrarre dai comodi muschi che sono delicati e non vanno rovinati) in 30 minuti circa fino alla cresta che precipita proprio a picco sulla spiaggia (prestare attenzione!!. Da qua si può ammirare tutta la spiaggia lunga 10 chilometri e tutti i disegni che l’acuqa ha formato su di essa.

Rauðisandur
Vista dall’alto Rauðisandur da il meglio di se.

Prosecuzione verso Patreksfjörður

La giornata volendo si può concludere al piccolo campeggio di Melanes, oppure, come faci, ritornando faticosamente per la strada di arrivo, riandando a riprendere la strada 62 fino a Patreksfjörður, aggiungendo altri 32 chilometri e 400 metri di dislivello. Questa soluzione rende molto impegnativa la giornata, ma permette di raggiungere un paese dove rifornirsi di viveri (cosa rara nei Westfjords) e di portarsi avanti per una eventuale prosecuzione del viaggio nei giorni successivi. Inoltre la strada 614 in caso di avverse condizioni meteo o semplicemente il non infrequente forte vento può essere molto difficile da percorrere e quindi una notte a Rauðasandur va pianificata solo con ottime e certe previsioni meteo per il giorno successivo.

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