Tröllaskagi, la penisola dei misteri

Va bene, forse è un titolo un po’ eccessivo, ma oltre a non sapere cosa scrivere di altro, sfrutto la celebrità data a Tröllaskagi per la presenza dell’abitato di Siglufjörður in cui è ambientata Trapped, una celebre serie televisiva thriller/poliziesca.

Ma a parte questo che per i non cultori di serie TV potrà poco aggiungere, questa penisola offrirà tanti piccoli scorci tali da meritare una giornata (facciamo magari anche due di pedalata per evitare la più trafficata ringroad.

Mappa del percorso da https://cyclingiceland.is/en/

In Bicicletta

  • Partenza: Akureyri Vedi anche (Da Akureyri al Myvatn, non solo moscerini, ma tanta bellezza)
  • Arrivo: bivio Sauðárkrókur/Varmahlíð
  • Distanza: 160 km
  • Strada: quasi completamente asfaltata, tranne brevi tratti dopo i tunnell veso Hofsos.
  • Dislivello: la strada non ha particolari salite, ma come da tradizione islandese ha numerosi saliscendi che rendono il dislivello di difficile stima.
  • Durata stimata 2 giorni (con pernottameto a Siglufjörður) o 3 giorni con pernottamenti a Dalvík e Hofsós

Partendo da Akureyri

Dopo aver percorso per una decina di chilometri la ringroad verso Reykjavik, con grande sollievo si troverà il bivio per la strada 82 in direzione di Dalvík.
La prima parte di strada è in leggera discesa (incredibile, ma vero) e con una bella vista sul fiordo di Akureyri. Si prosegue senza grossi ostacoli su bella strada per 35 km fino all’abitato di Dalvík. Poco prima dell’abitato, con una breve deviazione si puà raggiungere Hauganes, dove è presente un’hot-pot in riva al mare, di cui purtroppo non ho informazioni avendola dovuta saltare per mancanza di tempo.

Dalvík

Dalvík

Il nome copleto sarebbe Dalvíkurbyggð, ma facciamo che continuiamo a chiamarlo Dalvík, è un modesto comune (quasi 2000 abitanti) affacciato sull’Eyjafjörður proprio di fronte all’isola di Hrísey. Il paese è il classico abitato islandese, dotato di tutti i servizi principale e una graziosa Chiesa bianca. Il campeggio è bello soleggiato e abbastanza ben servito. Tutta la zona (compresa l’isola di Hrísey, raggiungibile in traghetto) si presta per belle escursioni su praterie montane.

Ólafsfjörður e Siglufjörður

Proseguendo verso Nord la strada costeggia sempre il fiordo alzandosi leggermente. Dopo circa una decina di chilometri si potrà notare una esile cascata (Mígandifoss) che si butta direttamente in mare, poco dopo ha inizio il primo tunnel di poco più di 3 km (strettino, fare attenzione) che porta a Ólafsfjörður (17 km da Dalvik).

Mígandifoss

Il paese si trova proprio al termine dell’omonimo piccolo fiordo, dove un ponte slo separa dal Ólafsfjarðarvatn, un grande lago alle sue spalle. Giusto il tempo di ammirarlo per immettersi nel tunnell successivo di 7 chilometri, più moderno, ma sempre abbastanza “sgradevole”. usciti dal tunnell giusto per riprendere fiato ci si reinmette nel successivo di 4 chilometri per poi finire a Siglufjörður, punto culminante della penisola. (Capolinea della linea 78 della Straeto proveniente da Akureyri. Alle spalle del paese è ben visibile la vecchia strada che risale le montagne, che fino alla costruzione dei tunnell era l’unico accesso al paese; è reso così ben chiare il perchè si sia scelto questo luogo come come base di una serie TV dal nome “Trapped”…

Hofsós

Passato il paese poco dopo si affronta l’ultimo tunnell, il più breve (per fortuna), ma anche il priù vecchio. Più che un tunnell stradale sembra di entrare in una miniera. Stretto e tetro, ma fortunatamentecollocato nell tratto di strada meno trafficato della penisola e così in un quasi battibaleno si è sulla parte opposta. Se ora neavete abbastanza della claustrofobia, ora inizia la parte più divertente. Circa 6 chilometri di salite e discese fino al 10%, brevi, ma improvvise e per la nostra gioria di ciclisti, molte di esse sono sterrate. Al termine di esse si trova il bivio per la vecchia strada che abbiamo visto poc’anzi e ci si rende conto che forse non erano così malvage le salite e discese appena affrontate.
Un a bella laguna e poi gli ultimi 25 chilometri portano a Hofsós.

Hofsós è principalmente celebre per una cosa… la sua piscina in riva al mare che, effettivamente, soprattutto dopo una giornata sui pedali può essere attraente!
Oltre alla piscina due cose ho avuto modo di apprezzare, la bella scogliera di basalto che si trova proprio sotto la piscina e poco a sud da graziosa Grafarkirkja, una delle chiese più antiche d’Islanda, con il suo caratteristico tetto di erba.

Grafarkirkja

circa 20 chilometri oltre Hofsós ha termine la penisola. a questo punto si puà decidere di proseguire sulla strada 76 in direzione di Varmahlíð e della ringroad (24 chilometri), oppure puntare verso Sauðárkrókur e da li, tramite la strada 744 puntare a Blönduós percorrendo un’alternativa alla ringroad verso Reykjavik.